La Serenissima

sono i colori che mi colpiscono ogni volta che ci torno.

se mi chiedi cosa mi piace di più di Venezia non ti racconterò dei paesaggi non li so descrivere ma anche tu non sapresti farlo. Dopo qualche minuto che passi camminando per Venezia mi sembra di essere in un amichevole labirinto. è come ripetere mantra che mi mette l’anima in pace.

I colori di Venezia invece è un’altra cosa. Li sogno quando a Venezia non ci sono più. Dopo risveglio me li ricordo ancora per qualche secondo ma poi il ricordo sparisce e non so più come descriverlo, come afferrare quei colori.

Alcune case veneziane hanno colore di vecchie macchie di sangue, quelle che non vanno via mai. Cerchi di lavarli via ma le macchie al limite diventano giallastre sui bordi. Ci sono i drammi di cui non vogliamo parlare ma se dolore arriva ad un limite di sopportazione non curiamo più le apparenze. Alcune case a Venezia hanno colore di sangue che viene sbiadito dal sole e acqua salata ma ancora oggi guardandoli mi sembra di sentire sapore ferroso in bocca, grido di Desdemona, facce deformate dal dolore. Case rosse che sembrano dei sipari per le tragedie troppo teatrali per non sentire il loro echo anche oggi.

Altre case hanno le persiane in legno color azzurro. Colore dei vestiti portati una volta dalle ragazze giovani, innocenti e ingenue che aspettavano ancora il primo bacio. O può darsi che questo primo bacio l’avevano già regalato pensando che proprio lui sarà quello con cui avrebbero passato il resto della loro vita. Ma il resto della vita puoi passare anche aspettando quello che ti ha regalato un’illusione. Allora aspetti e tutta la tua vita è attesa e tu cerchi di vivere ma allo stesso tempo non cambi nulla altrimenti come vi riconoscete dopo tutto questo tempo? Il vestito si macchia e si rovina ma è sempre lo stesso colore azzurro. Legno delle finestre e porte sembra la pelle di una vecchietta ma colore ricorda ancora vestito di una giovane ragazza.

Per vedere colori più vivaci bisogna andare a Burano dove le case sembrano di fare gara di chi spicca di più. Non si può parlare neanche delle sfumature, qui colori gridano e sembrano bambini alla messa di Domenica: tutti in vestiti nuovi, stirati. Questi colori ci divertono e li perdoniamo la loro sfacciatezza perché ai bambini si perdona quasi tutto. Tanto non rimarranno sempre così, fra poco anche questi vestiti si sporcano.

C’è però un colore che mi viene subito in mente quando penso di Venezia.

L’acqua di Venezia ha questo color giada che non è mai trasparente, è un verde torbido. Questa città non ti farà mai vedere tutto anche se questo colore è lo stesso che ho visto guardando ieri l’acqua ed è lo stesso che vedo sui quadri di Canaletto.

è colore della Serenissima.

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