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a dire il vero ci contavo su questa fine del mondo

ma come tutte cose in cui uno spera arriverà quando non lo vuoi più.

Intanto ho fatto una pausa che ha durato una settimana e ho notato che mi sono sentita molto meglio. Saranno le lunghe ore di sonno? No, perché ho dormito poco. Ho visto la mia famiglia ma magari non in quantità che vorrei (anche se possiamo parlare di ‘quality time’). Allora?

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let the music play

..come cantava Barry White (yes it’s tacky and yes we love it, so sing it with attitude!)

Allora parliamo di musica. Non mi dispiace che non tutti ascoltano la musica che piace a me e i motivi sono vari:

  • non comprate tutti i CD che voglio comprare io (si, esiste iTunes, ma esistono anche dischi rari e rari vuol dire che non ci saranno abbastanza per tutti. Adesso avete capito che avete a che fare con una che ascolta canti vari. Brahms, Marsalis, Modern Talking, gruppo composto dai scoiattoli incazzati che suonano una volta all’anno).

  • non andate tutti in  massa ai concerti a cui vado io (in effetti, di soliti ci siamo solo io e pianista)

  • se tutti gli uomini dovessero ascoltare la musica che piace a me, il mondo sarebbe pieno di gay. Grazie a Dio per il rock e uomini che anno capito che ascoltare una volta ogni tanto Europe non vuol dire  portare capelli come loro

  • a volte si può trovare qualcuno che non ascolta il tuo tipo di musica ma che vuole ascoltarla, provarla, masticarla. Si scopre un mondo nuovo. O almeno un’isola.

Non so se mi è capitato convincere qualcuno a qualche gruppo o cantante che mi piace. Può essere che cantare sempre in sottofondo ha alterato in qualche modo la percezione del brano. O magari la musica che ascolto fa semplicemente schifo.

Grazie alla passione per R.E.M. ho trovato un’amica. Grazie alla passione per R’n’B, soul and dumb&frothy pop ho trovato la mia miglior amica. Grazie alla solitaria passione per jazz ho trovato un libro (‘Coltivazione delle api’) e una lattina di birra. Ho pensato: le passioni solitarie sono altre, let’s go back to dirty pop.

Hmm, tutto questo per dire

la ‘mia musica mi fa sentire viva. A volte mi fa ballare, mi scateno e parto chissà dove e non mi importa se sono bella, brutta, sudata, buffa, se mi muovo al ritmo o se mi guarda qualcuno. Perchè se mi guardi e sei fermo penso che deep down in your heart mi invidi questo momento.

Altre volte mia musica mi fa effetto ‘guardo-fuori-dalla-finestra-del-tram’. Questo è il momento del silenzio, ma mi puoi parlare. Rispondo, ma solo sinceramente e poco.

Mi capita di ascoltare la musica nuova, magari la musica che non diventerà mia, ma è bella, interessante, diversa. Non conosco i testi delle canzoni, ma sono molto sensibile al ritmo. Ascolto più attentamente del solito, guardo che effetto fa su quelli che la amano. Cerco di capire. Se la musica è ‘tua’ capisco molto su di te dal modo in come la ascolti. Essere invitati ad ascolto è un  gesto generoso ed è un invito ad appartenenza.

Cerco sempre di essere aperta e grata per esperienze nuove.

Capito?? Sono stata comprensiva per tutto il post, adesso spegni questo rumore!

Stevie Wonder a tutto volume!!!!

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Everybody’s got something to hide except for me and my monkey

A volte vorrei andare al lavoro in macchina. Solo a volte, perchè andare con i mezzi mi permette di rimanere in mio stato naturale:distrazione. Poi poter osservare la gente mi da una grande soddisfazione. Sono una di queste persone che sembrano di dormire in tram, ma che in realtà leggono il vostro giornale, cellulare ma per fortuna non frugano nel portafoglio.

Ieri stavo guardando una donna dai lineamenti latinoamericani mentre lei tirava dal portafoglio fogli e fogliettini. Numeri di telefono (perchè non li segna nella rubrica?), poi i fogli più grandi. Si è fermata a leggere uno:’magari non lo sai,ma ti voglio tanto bene.Magari lo sai, ma tanto te lo dico un’altra volta. Non è mai troppo’.

Oggi guardavo dalla finestra del tram un signore, vestito elegate, macchina elegante, anche le le cuffie sembravano più eleganti delle mie (ehm qui tocchiamo un tema sensibile). Nel primo momento sembrava che sta parlando all’auricolare, ma dopo qualche secondo mi sono resa conto  che il suo discorso è troppo fluido e che non si ferma per sentire battuta dall’altra parte. Si, stava cantando e giudicando dal movimento delle labbra stava cantando qualcosa che conosce quasi a memoria. E magari mi sbaglio, ma ho avuto un’impressione che canta molto bene.

Una signora che fa fatica a tenere gli occhi aperti. Sembra fatta dalla stanchezza. E non è la prima volta, perché sa che deve tenere la borsa vicina vicina così si sveglia se la borsa cade o se qualcuno vorrebbe scipparla. La signora a volte apre gli occhi di colpo, si ricorda che deve stare sveglia e borbotta parole, a volte si sveglia col sorriso. Sogna sveglia.

E c’è anche quel ragazzo, avrà 17 anni. Ogni mattina va a scuola con un compagno di classe. A dire il vero di solito è compagna. Lo vedo ogni giorno con ragazza diversa (eh, ci sa fare evidentemente), ma non sembra particolarmente invasivo. Solo quando va con questa ragazza con occhi scuri e capelli ricci che la sua espressione cambia leggermente. è più silenzioso ma molto concentrato. La ascolta, risponde con un po’ di esitazione, cerca di sembrare più naturale possibile. Lei non vede, guarda i libri, guarda dalla finestra e gli parla fra scambio di sms e veloce correzione del trucco.

Ah, c’è anche questa ragazza che ogni tanto vedo anche in palestra. Cara, quel trucco è micidiale! Se mi leggi: vorrei vedere ogni tanto anche la tua espressione naturale, perchè mi sembra che hai davvero bei occhi che illuminano la faccia senza tutto questo…E poi mi spieghi come mai non ti cola mai niente anche dopo un’ora di spinning?

E poi ci sono ovviamente io. Non vi saprei scrivere niente su di me, ma ho sempre cuffie nelle orecchie. E magari sembro distratta ma vi ascolto. Anche prima di me stessa 😉

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