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I saw I could organize freedom, how scandinavian of me

e Lunedì che mi vengono in mente i pensieri più brutti del mondo: che non ce la farò, che non so, che non cambia niente, che la 90 non ce la fa, che la 90 non cambia mai e che di nuovo sarò in ritardo. Spesso Lunedì ho impressione che qualcuno mi segue. Perchè Lunedì mi addormento sui mezzi e mi sveglio di colpo, quindi inquietudine e sensazione di ingustizia. Lunedì è come aspettare da soli sulla stazione del treno che non arriva mentre sotto giacca ti entra aria gelida.Martedì sa di patto. Ancora non mi sono abituata alla nuova settimana e non mi fido più di tanto, perchè sa ancora tanto di Lunedì. Logicamente pensando non si torna indietro, ma chi conosce questo Martedì: e se vuole fare salto a Lunedì e cominciare da capo? A volte li do un credito di fiducia: sorprendimi. Con aria calda, con messaggio da un amico, promessa di una cena piacevole.

Mercoledì è come re Salomone con senso di umorismo. In mezzo, non è di parte, ma stride l’occhio (‘Dai che ci siamo’) perchè ormai, ammettilo pure tu, siamo in cima e adesso si scende dalle scale della settimana. Chi si ricorda più di Lunedì? Siamo ancora abbottonati ma quelli che la settimana la vivono male, appare l’orizzonte (we?..).

Giovedì. Tricky one. Ci siamo quasi, ma non ancora. Ultimo strappo di volontà e carattere per portare alla fine tutte queste cose che il giorno dopo non ce la farai a fare e lo sai perchè. Ah, a Milano si va anche di aperitivo ma non tocco più il tema del polpulus aperitivus perchè non vorrei arrabiare Santo Spritz e Santa Caipirinha, quindi mettiamola così: Giovedì non ti va nemmeno di cucinare. O di aprire frigo e aspettare che qualcosa ne esca fuori.

Venerdì.

Venerdì.

Lasciami respirare questa parola e spalmarla come Nutella su una bella fetta di pane fresco.

Ok, bisogna dire che Venerdì non è niente male. Se permettete: la parte migliore è Venerdì sera o meglio: il giorno migliore della settimana è Venerdì Sera, con la sua prospettiva di ben due giorni liberi. Due giorni in cui puoi fare di tutto. Per  quello che Venerdì accetti di tutto tranne l’overdose di lavoro e dici: massì, dai che è Venerdì col tono di uno che nella vita ha capito tutto, ha perdonato tutti e che può regalare pure le cose non sue.

Sabato. Parti di corsa per riuscire a fare tutto: pisciare il cane, esselungare, ordinare e morire dopo pranzo. Puoi anche di corsa abbandonare tutto per staccare e non fermarti neanche un secondo perchè fermarsi vorrebbe dire rendersi conto che magari sei stanco, quindi crolli. Puoi anche svegliarti quando te lo dice il tuo corpo e in accapatoio sorseggiare caffè sul divano. Annusare fresco giornale accompagnato da brioche fresca, marmellata di lamponi, succo di frutta.

Dipende da te. A me piace correre per non crollare, perchè sento che sono viva. Mi aiuta anche apprezzare alcune mattine sul divano, quando leggo lentamente e scopro di nuovo peso e bellezza delle parole. E sapore di caffè latte fatto come piace a me.

Domenica. Domenica d’estate, quando parti per prendere il sole e poi bere vino fresco, ridere e dire ‘che caldazza’. Domeniche autunnali profumate dalle foglie già cadute e dai raggi di sole. Domeniche invernali, che si scoprono sotto pledino per prendere gusto di latte caldo, lunghe passeggiate e sere di vin brule. Domeniche primaverili, quando noti che tutto comincia a svegliarsi e magari ti sveglieresti pure tu? Prendiamo la bici?

ssss, sono belle pure le domeniche, così belle che non menziono nemmeno che Lunedì  comincia davvero Domenica pomeriggio, ok?

P.S. titolo proviene da ‘Hunter’ by Bjork.

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it’s the end of the world…and I feel fine

Ultimamente ho scritto tanto di sincerità, paura, emozioni che and un certo punto mi sembrava di fare uno dei programmi in cui la conduttrice (non necessariamente Oprah) ti chiede continuamente:

come ti senti?

Per un attimo ho pensato che è l’effetto di diverse vitamine che prendo. Non lo dico spesso, ma è vero: ho sessant’anni e solo magnesio, potasio e  altre pillole mi tengono così bella e su di giri.

Non sono le vitamine. Il fatto è che ultimamente mia vita ha preso dei ritmi diversi, non dico più veloci, perché quelli che mi conosco sanno che non solo il mio passo è alla milanese (a proposito: vorrei chiedere scusa a qualcuno che ha cercato ultimamente passeggiare con me. Mi sono distratta e ho inserito la 4)

Ecco. La mia vita assomiglia ad un frullatore e capite mi bene: mi piacciono i frullati, amo delle emozioni, cambiamenti forti.

Solo che mio corpo sembra di non essere d’accordo. Di solito il rapporto che abbiamo è di collaborazione e comprensione. Lo nutro, lavo, lo faccio riposare. Gli voglio bene, quindi ogni tanto lo massaggio con zucchero di canna, poi metto la crema. Così la sua pelle respira meglio. Anch’io cerco di respirare profondamente, ogni tanto vado a correre per diventare una cosa sola col mio corpo, quando sentiamo lo stesso ritmo,dai capelli fino ai piedi: è il nostro cuore che batte, batte, batte.

Gli sportivi dicono che il corpo è il mezzo nel tuo percorso. Lo capisco, ma per me il corpo è il compagno di viaggio e ho faticato, litigato un po’ con me stessa per abbracciare i suoi difetti e i suoi, magari non esplorati fino in fondo, pregi.

A volte mio corpo mi vuole dire qualcosa.

Quando non riesco a dormire bene per una settimana.

Quando i miei muscoli sono tesi nonostante un’ora di stretching.

Quando ho stomaco stretto.

Quando il mio cuore batte forte, senza motivo, per poi tornate ai ritmi lenti.

Ed è il mio corpo e chiedermi: ma vogliamo smettere o no? Vorrei dirgli di non stressarsi, ma so che mi avrebbe risposto di fare la stessa cosa. Missà che siamo una squadra ed è difficile marcare. Ho capito,vedo cosa posso fare.

Quindi se qualcuno di voi mi vedrà camminare con passo da milanese e con aria di persona che non ha dormito ultimamente, mi ferma, per favore.

Accetto buoni consigli e frullati.

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