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a ja niechcialbym tak po prostu po prostu przeminac

è anche questo blu sulla mia gamba è bello

perchè si scioglierà sotto la mia pelle come nube scura che preannuncia la pioggia.

No, non sono una di quelle persone che amano dolore e che vedono in sofferenza una via per la vita spirituale migliore. Ma questo pensiero, probabilmente dovuto al calo di zuccheri, mi è venuto mente correvo la sera lungo il Naviglio. Cercavo di scaricarre la tensione,preoccupazione, insicurezza. Guardavo nuvole scure che passavano lentamente. Io passavo non tanto veloce per la strada. L’acqua nel neviglio sembrava immobile, ma passava piano. In direzione opposta al mio percorso passava l’autobus. La terra girava con noi in modo impercepibile, per non spaventarci, non occupare i nostri pensieri con un’altra fatica.

Quando ero piccola e mi succedeva qualcosa di sgradevole mi ripetevo che l’esperienza che sto vivendo non è del tutto vera, che sto semplicemente dentro un ricordo. Lato negativo è che non riesco a cambiare nulla, lato positivo è che ormai è passato, brutto com’era.

Si, è un po’ nascondere la testa nella sabbia. Puoi sbatterti in quel momento del tempo che non ti piace, come un animale dentro la gabbia. Puoi far tesoro dei momenti che ti fanno gustare la vita. Non so se c’è una regola per i ricordi, alcuni ricordano i giorni che li hanno cambiato la vita, altri sensazioni che nonostante gli anni passati rimangono come profumo di fragole stracolme di sapore o suono del bus che ti portava ogni mattina a scuola.

La cosa che mi è rimasta in testa quella sera che correvo (oltre alla sensazione che la strada era un tapis roulant e io veramente non mi muovevo) è la volatilità e fluidità delle cose. Magari sto male adesso e mie preoccupazioni si stanno impossessando della mia testa e non riesco a fermarli, come non si riesce a fermare una macchia d’olio. Ma passerà, comunque finirà.

Finirà anche questa bellezza:del mondo, del tempo e di sensazioni. Perchè bellezza è brutale in modo in cui prende in possesso le cose ed è crudele in cui se ne va. Bellezza appare sulle macerie delle città distrutte dalla guerra, senza rendersi conto che è ancora il tempo di lutto. E poi se ne va come amore che va via giorno dopo giorno per lasciare in letto freddo due persone sconosciute. Anche la sofferenza se ne va.

Ti svegli un giorno con vago sapore di fragoline di bosco sulle labbra e sensazione di gratitudine.

Mentre giravo lentamente la testa il mondo a fatto 360gradi.

p.s. Titolo, in traduzione molto libera significa: ‘non vorrei semplicemente semplicemente passare (andare in dimenticanza)’ ed è un pezzo di canzone di Indios Bravos ‘Czas spelnienia’ (Tempo di adempimento)

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Ho visto un posto che mi piace si chiama mondo

questo posto l’ho scritto almeno 3 volte e l’ho riscritto 5, 6..

Poi l’ho cancellato quindi non conta. Questa versione è fresca fresca.

Vorrei scrivere il giorno del mio compleanno post su..di me, ma questo si capisce subito

the lights the music

ME!!!

Non trovavo ne modo ne parole che è strano visto che di solito non mi ferma niente, neanche le regole grammaticali.

Volevo raccontarvi del giorno di mio compleanno, quello del anno scorso. Qui mi sono fermata. Non è stato un bel giorno e anche se non me l’aspettavo, mi fa ancora venire brivido il ricordo di come mi sentivo.

Immobile, impotente, indifferente.

Insomma, come un milanese il primo giorno di neve (scambiate indifferente con scazzato e ci siamo).

Mica bello passare il giorno del compleanno così. Lo penso anch’io. Ma non voglio concentrarmi su come stavo, che è stato quello che mi ha bloccato mentre scrivevo questo post.

Cancellando per la terza volta la bozza ho buttato il pensiero su questa settimana, questo mese, questo minuto.

Mi sono fermata (pezzo ormai buttato) pensando: Cavolo, come sto bene.

Bene così.

Così, con futuro incerto ma che si può scrivere in mille modi.

Con due capitoli chiusi, che dovevano essere chiusi anche se faceva paura farlo. Con delle conseguenze di queste chiusure che affronto con mio approccio casinista cercando di far meno danni possibile.

Con tanti capitoli aperti e con dei casini sono venuti fuori da queste aperture. E ovviamente io in mezzo che con solito approccio casinista non cerco nemmeno di controllare tutto questo.

Con mio caratterino che col passar degli anni dovrebbe migliorare anche se non si da dove ho preso questa regola quindi

Con mia impazienza e voglia di affondare il dito in ogni torta ma in questo siamo in due, Sig. Cherubini e io, quindi mica sono scema da sola (phew)

Con la cronica mancanza di tempo e di sonno

Con te e con voi che siete così belli perchè così diversi da me ( anch’io sono bella, ma diversamente)

Quest’anno, per la prima volta per mio compleanno ho deciso di non fare un viaggio e fermarmi. Se fossi bambina chiederei mia nonna di farmi una torta. ‘Quale torta? Con panna, cioccolato?’ mi avrebbe chiesto. è un bel momento quando sai che puoi scegliere qualsiasi cosa, basta chiedere e come in una favola, lo ricevi. Non voglio una torta di pasticcieria. La voglio con le prugne o con delle mele, con pasta frolla fatta da mia nonna. Torta fatta in casa, torta il cui profumo ti fa pensare di sicurezza e leggerezza dei giorni passati in campagnia.

non posso avere torta di mia nonna, ma sono dell’idea che se voglio essere viziata niente dovrebbe fermarmi.

Questa è la torta che mi sono fatta ieri. Con uva fragola. Ho una vaga impressione che non è venuta bene. Beh , affogherò  la sconfitta in bollicine.

p.s. Titolo proviene da ‘Il mondo’ di Cesare Cremonini

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