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One day all them bags gone get in your way (so pack light)

Lo spazio vuoto da tante possibilità, è un foglio bianco su cui può apparire tutto. è molto promettente, se ci pensi. è anche una sfida.
Ma che two chesnuts!!! ho pensato portando le valigie nella stanza vuota che d’ora in poi dovrebbe essere mio spazio. La casa nuova, che bello, dicevano tutti e a dire il vero lo pensavo anch’io, perchè ho aspettato per questo momento tanto tempo.
Ho messo giù le valigie e mi è passata la voglia, perchè questo spazio non sembrava per niente mio. Poi ho fatto il letto e ho scoperto che il materasso ha fatto di iniziativa propria una macchia sul lenzuolo. Paura…
Non so cosa rende uno spazio qualunque il nostro, personalizzato. Già il fatto che ho disfatto le valigie a metà ha aiutato tanto perchè ormai casino è il mio secondo nome. Ho cercato di addomesticare lo spazio: ho tirato fuori i libri, dvd, ho tirato fuori i miei flaconi di profumi, appeso sulla lavagna di sughero qualche paio di orecchini. Volevo far finta che abito qui da mesi, anni.
Di solito cerco anche di riempirmi il tempo al massimo. Corso, cinema, incontro, uscite varie. Mi trovo con una serata potenzialmente libera e vado in panico.
Horror vacui, questo maledetto ‘sindrome’ di riempire per forza spazio, tempo e dispensa,non è poi così raro (se pensavate che horror vacui è paura di aspirapolvere, rimarrete delusi lo stesso).
La paura di rimanere da soli son se stessi oppure voglia di fare mille cose alla volta? Ormai non riesco a concentrarmi so una cosa sola per più di 5 min e il mondo esterno non mi rende più facile questo compito.
Non fare niente è una delle cose più difficili che io abbia mai provato. Per intenderci:l’arte di cazzeggiare non conta come non-fare. Conta stare in silenzio, non essere distratti da niente. Conta stare con se stessi. Paura…
Vogliamo stare in silenzio? Come passa tempo in tempo vuoto? Si allunga, si piega o passa inosservato? Non so se sono io che mi immergo nel frastuono delle notizie ed eventi per non sentire silenzio del tempo vuoto, oppure è questo frastuono a avvolgere me. è che non voglio fermarmi e a volte mi preoccupa il giorno quando dovrò farlo e scendere a compromessi con me stessa: non potrò essere sempre in movimento, girare, saltare. Uscirò dal fiume e guarderò l’acqua che passa? Imparerò oppure lo vedrò come una sconfitta?
Intanto cerco di mettere in ordine la casa, che è difficile visto che ci sono poco. Le pareti pian piano si riempiono di quadri, aria di musica e profumi. E io, ancora un po’ spaesata, mi rendo conto che il tempo è mio. Che libertà, che spavento, che sfida.
P.s. la foto non è mia perchè non ho visto tanti baloons dal vivo.
Titolo della canzone proviene da’Bag lady’ di Erykah Badu
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You got a fast car…but is it fast enough so you can fly away

è fuggito il presidente di Kirgiztan.

In Thailandia fuggono deputati e ministri

(uno si chiede a questo punto perchè solo quelli italiani sono così immobili)

Mia mamma dice che tempo fugge come ladro.

E io non riesco a capire, o meglio, non riesco ad accettare che la fuga dovrebbe essere sempre umiliante. In teoria fuggi perchè hai qualcosa da nascondere, ti vergogni, hai paura, ti mancano le forze. Boh, in questo caso solo il tempo è  in vantaggio,instancabile e indifferente.

‘Time, that fucking little bastard’

come diceva Larry, uno dei protagonisti di ‘Closer’.

Difendo la fuga. Scappare a volte richiede coraggio, mettere da parte orgolio. Ci sono delle situazioni in cui è necessario allontanarsi ,anche se il  gesto può apparire come viltà.

Sto pensando di diversi leader politici che dovevano recarsi all’estero. I dubbi che potevano avere. Se la decisione è quella giusta, perchè ha sapore di sconfitta?

A volte si fugge dalle situazioni non sapendo bene come affrontarle. Mi capita di evitare alcune perchè so come reagirei. Direte: allora comportati diversamente. No way,non funziona così. Lo rifarei. La fuga è l’uscita di sicurezza. Illogico. Ognuno si difende come sa meglio.

Si fugge non solo da qualcosa o qualcuno. A volte la fuga non è punto di partenza, ma mezzo o destinazione. Come illusionista che ogni sera deve finire la serata con catene intatte e mani libere. Questa è la gran finale, ma i minuti che precedono la liberazione sono sempre diversi, a volte incerti.

Si fugge verso un momento: una cena di compleanno, serata al cinema, verso pochi momenti divisi con…

La verità è che fuggendo porti sempre con te almeno una parte di quello che vuoi evitare. Ma continuo a vedere la fuga come una parte della soluzione.

Scappo, perchè non voglio rispondere adesso. Magari non so affrontare uno sguardo. Oppure non so come fare, qui dove sono, magari mia presenza non cambierà più niente.

Prendo la giacca, borsa. Lascio telefono.

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