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Papa I’m a Milionaire,but sex and abs don’t sale affection

Se ci pensi bene, è strano: più siamo al mondo, più ci sentiamo inadeguati. A volte mi sembra che siamo veramente tanti che potremmo stare uno accanto all’altro, ammassati, pelle su pelle, respiro di qualcuno sulla mia nuca, mia mano vicino a fianco di qualcun’altro. Dopo un po’ non puoi essere estraneo, perchè sei così vicino ed e buffo e magari dici: ma quanti siamo, fa caldo, vero?

Siamo tanti, ma voi dove siete? Mangiamo, respiriamo, ci spostiamo, aggiorniamo i nostri status (così non ti devo chiamare per capire come stai) e siamo

hopelessly inadequate, leggi: imbranati in modo di relazionarsi con gli altri.

Dopo questa introduzione assai vaga passo alle spiegazioni del mio intricato ragionamento.

Tutto comincia col fatto che al lavoro non riesco ad accedere alla maggior parte dei siti interessanti e anche su quelli dignitosi l’accesso viene negato una volta clicchi sulla parola ‘sesso’ (adesso si che schizzano le classifiche dopo che ho scritto sesso. evvai, ancora una volta: sesso). Allora ho cominciato a leggere i siti dignitosi cercando sempre articoli divertenti (no, il sito di corriere non conta, sarebbe troppo facile)

Allora The New York Times e la sezione “Modern love”. Racconti su diversi aspetti dell’amore: amore paterno, amore perso, amore e desiderio fra due che divide 20 anni di differenza e tanti alti. Racconti ordinari per far vedere che amore, desiderio, affetto e amicizia non sono definiti una volta per sempre. I casi sono diversi e se ti capita uno che non entra nella cosidetta norma non sentirti in colpa. Magari chiediti se ti senti bene, se ti sembra giusto oppure se veramente vuoi mangiare due barattoli di nutella (it’s not love but it feels so good). Vabbè tutti sappiamo che meglio seguire il cuore e andare verso tramonto perchè vita c’è una sola o meglio: ti ricordi di una sola alla volta.

I racconti che mi hanno colpito di più nella sezione di ‘Modern love’ erano quelle che ho chiamato ‘L’amore in tempi di Facebook’. Si, ridete dei dilemmi tipo: rimanere o non rimanere amici su FB. Po cominciate a cancellare le vecchie foto di album online e alla fine rimanete cmq spiazzati vedendo la ex con moroso 2.0. Ma quello è solo un esempio della tendenza che ormai conosciamo tutti. Il tuo cellulare ti sa dire se sarei fortunato oggi, ma alla fine ti perdi. Il tuo aitoones ti dirà che ti piace madonna ma a te fa schifo e in questo momento vuoi sentire una canzone che hai sentito in un bar e non sai il titolo ma in questo momento solo questa canzone ti farà sentire bene.

Ma è più che la sensazione di essere persi. C’è anche incapacità di riconoscere sentimenti.

Una volta hanno fatto sperimento che a me sembrava stupido: hanno fatto vedere una serie di foto di diverse espressioni ad un gruppo di intervistati e li hanno chiesto di giudicare come si sentono le persone sulle foto. Il gruppo composto solamente di adolescenti ha dato quasi le tutte risposte sbagliate. Sul serio, neanche quelle più evidenti tipo rabbia o paura. Sembravano esseri umani come noi e invece no, teenagers sono proprio storditi.

Ma se un tipo sul sito di ‘New York Times’ scrive racconto sul fatto che ha assunto una ragazza perchè si è preso cotta per lei e non sapeva come altrimenti avvicinarsi a lei…uno si chiede: ma siamo matti?

E poi uno ci riflette e si intristisce pensando che in tempi di colera digitale è più plausibile buttarsi sotto la macchina sperando che guida qualcuno interessante invece di fare come si faceva una volta: prendere la targa e seguire poverino/a fino a casa.

Una mia amica dice che il mondo è pieno di pervertiti. Io dico che è pieno di adolescenti e non lo dico perchè mi sento adulta, al contrario.

Non leggiamo i segnali e non spolveriamo gesti che sono belli, ma fanno paura o magari fanno ridere.

Nel mio asilo c’erano due tipi di ragazzi: quelli che ti baciavano e quelli che ti picchiavano. Le opzioni erano due. O ti baciava e tu piangevi (perchè diventavi automaticamente sua ragazza e si capisce che a quest’età vuoi ancora vedere altra gente, niente impegni &so on) oppure ti picchiava e la cosa era chiara, cioè non si sapeva che voleva quindi ci si picchiava a vicenda e tutti erano felici fino a pranzo.

Leggendo i racconti della serie ‘Modern love’ ho capito che anche oggi è più sicuro essere picchiati. Fa male, ma fa male subito e si capisce solo che il mondo è crudele quindi non è cambiato nulla.

Papa i’ma Millionaire but i ain’t movin in the right direction,
Somethin ain’t right, I know

P.S. Titolo e l’ultima frase provengono da ‘Millionaire’ di Kelis.

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And when the world just treats you wrong just come with me and I’ll take you home

ascoltando alcuni racconti di mia (ex) vicina di casa mi viene in mente che vivere in Puglia deve essere bello, sopratutto per i motivi sociali. Gabi dopo essersi trasferita al Nord non riusciva a capire che la gente può essere così sola nonostante essere circondata dall’altra gente. Lei prima usciva ogni sera, ogni sera con un largo gruppo di amici da sempre. Bastava chiamare.

(ovvio che dopo altri racconti di famiglia numerosa mi rendo conto che in Puglia non sei mai da solo e che non devi nemmeno chiamare e mi viene l’ansia ma questo è tema per l’altra puntata)

Le relazioni che abbiamo noi, abitanti delle grandi città sono come i nuovi cartelloni pubblicitari: belli, colorati ma non sai quanto durano e non sai quando qualcuno le aggiunge corna o almeno i baffi.

Ho conosciuto tanta gente da quando mi sono trasferita in Italia e ogni conoscenza nuova mi riempie di …speranza e melanconia (ok, alcune di goia e altre di fastodio, ma scusate adesso faccio figura di ragazza che spera melanco…si capisce, ne?).

Amico possibilmente mio

Noi siamo interattivi, divertenti, vogliamo farci conoscere come brillanti, interessanti e talmente unici che per il resto c’è mastercard. Se no, non funzionerà fra di noi. Devi essere bello, radioso, strano in modo interessante (se c’hai iPad non lo devi essere, basta che me lo fai toccare). Devi essere pieno di lavoro, ma non me lo devi far vedere, devi essere a volte scazzato in modo sexy, ma mai di mal umore. Devi essere vestito smart-casual-very merry xmas e sembrare che non ci pensi neanche di come sei vestito. Devi essere dal Sud, dalla Svezia, mai da cologno monzese e mai con l’accento strano.

Allora si che si può fare aperitivo.

Solo che io di solito dopo aperitivo ti chiamerò per sparlare di quella bionda ma come si è vestita e i tacchi così da zoccola ma ne vogliamo parlare ma daiii. E se vuoi ti faccio un piatto di pasta quando abbiamo fame sono così brava e veloce come cuoca. E ti romperò sabato sera al telefono perchè non mi importa se hai da fare, ti devo raccontare cosa sto guardando. Sono ormai le 3 di notte? Mica vuoi dormire (zaaaac, non te lo chiedo nemmeno). Ti ha mollato lui/lei? Inventerò mille diffetti per farti capire che si, tutti sapevamo che era stronzo, ma non te l’ha detto nessuno perchè siamo molto diplomatici. E se mi molla lui mi puoi tranquillamente dire dove ho sbagliato (ma alla fine è incapace lui, si sa, lo puoi dire forte). Ti darò alibi, coperta, momento di imbarazzo.

E vogliamo finire con sti..aperitivi? Troppa sostanza, troppi pochi liquidi!

p.s. titolo è frammento di ‘many moons’ by Janelle Monae

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