Lui lo sa

ti ho visto un secondo prima della mia fermata e il mio sguardo si è fermato sul tuo braccio. è stata la prima cosa che ho visto di te: braccio coperto dalle punture, si vedevano molto bene. In quel momento non ti ho classificato, giudicato. Poi il mio sguardo è scivolato sulla tua mano e ho visto che era tanto gonfia e rossa e ho alzato gli occhi per guardarti la faccia.

Non giudicarmi se ti dico che non sono stata mai così vicino ad un drogato.

La gente come me evita la gente come te. La gente come te non vede la gente come me.

Non ti volevo guardare a lungo mi è sembrato brutto e invasivo. La tua sfortuna si nota in un secondo non ho bisogno di fissarla. Ho guardato la mano e ho visto che hai cane.

Pensi che tuo cane lo sa? Capisce cosa ti sta succedendo? Lui ti ama e tu ami lui, è così che funziona in mondo di uomini-animali con la possibilità di mettersi dove vuoi, come animale o come uomo.

Tu gli vuoi bene, lo ami più al mondo e scommetto che dici che solo lui non ti giudica e ti ama incondizionatamente. Lo dicono tutti quelli che hanno animali. Questo amore è quasi perfetto perché anche se l’animale ti giudicasse tu non lo capirai mai. Puoi attribuire al tuo cane tutte le caratteristiche umane che ti piacciono e tralasciare quelle che cancelleresti nelle tue relazioni. Lui mi capisce, ama, c’è sempre per me. Non mi critica, non mi lascia, non  si stufa mai di me.

 

Chissà se tuo cane lo sa: che ti droghi. Che non vedi bene dove vai, che è piuttosto lui che ti fa la strada. Chissà se sente questa stretta del guinzaglio che serve a te per tenerti in piedi, non per richiamare lui.

Chissà se tuo cane ti conosceva prima e se si rende conto cosa ti sta succedendo. Magari ha paura e magari è confuso.

Ti guarda e si domanda quando tornerai.
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La Serenissima

sono i colori che mi colpiscono ogni volta che ci torno.

se mi chiedi cosa mi piace di più di Venezia non ti racconterò dei paesaggi non li so descrivere ma anche tu non sapresti farlo. Dopo qualche minuto che passi camminando per Venezia mi sembra di essere in un amichevole labirinto. è come ripetere mantra che mi mette l’anima in pace.

I colori di Venezia invece è un’altra cosa. Li sogno quando a Venezia non ci sono più. Dopo risveglio me li ricordo ancora per qualche secondo ma poi il ricordo sparisce e non so più come descriverlo, come afferrare quei colori.

Alcune case veneziane hanno colore di vecchie macchie di sangue, quelle che non vanno via mai. Cerchi di lavarli via ma le macchie al limite diventano giallastre sui bordi. Ci sono i drammi di cui non vogliamo parlare ma se dolore arriva ad un limite di sopportazione non curiamo più le apparenze. Alcune case a Venezia hanno colore di sangue che viene sbiadito dal sole e acqua salata ma ancora oggi guardandoli mi sembra di sentire sapore ferroso in bocca, grido di Desdemona, facce deformate dal dolore. Case rosse che sembrano dei sipari per le tragedie troppo teatrali per non sentire il loro echo anche oggi.

Altre case hanno le persiane in legno color azzurro. Colore dei vestiti portati una volta dalle ragazze giovani, innocenti e ingenue che aspettavano ancora il primo bacio. O può darsi che questo primo bacio l’avevano già regalato pensando che proprio lui sarà quello con cui avrebbero passato il resto della loro vita. Ma il resto della vita puoi passare anche aspettando quello che ti ha regalato un’illusione. Allora aspetti e tutta la tua vita è attesa e tu cerchi di vivere ma allo stesso tempo non cambi nulla altrimenti come vi riconoscete dopo tutto questo tempo? Il vestito si macchia e si rovina ma è sempre lo stesso colore azzurro. Legno delle finestre e porte sembra la pelle di una vecchietta ma colore ricorda ancora vestito di una giovane ragazza.

Per vedere colori più vivaci bisogna andare a Burano dove le case sembrano di fare gara di chi spicca di più. Non si può parlare neanche delle sfumature, qui colori gridano e sembrano bambini alla messa di Domenica: tutti in vestiti nuovi, stirati. Questi colori ci divertono e li perdoniamo la loro sfacciatezza perché ai bambini si perdona quasi tutto. Tanto non rimarranno sempre così, fra poco anche questi vestiti si sporcano.

C’è però un colore che mi viene subito in mente quando penso di Venezia.

L’acqua di Venezia ha questo color giada che non è mai trasparente, è un verde torbido. Questa città non ti farà mai vedere tutto anche se questo colore è lo stesso che ho visto guardando ieri l’acqua ed è lo stesso che vedo sui quadri di Canaletto.

è colore della Serenissima.

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Bad man no exist, no evil man exist

alcuni la mattina dicono le preghiere

altri parolacce per la sveglia che non è colpevole

ci sono quelli che solo sospirano ma quel sospiro significa tanto

io mando un desiderio che ormai è diventato mantra

non soccombere alla negatività

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