When I think more than I want to think I do things I never should do

Qualche settimana fa ho deciso di andare ad un incontro con fondatore della Pixar. Bello, l’unico inconveniente è stata la partecipazione di altri centinaia di persone. E così mi sono trovata QUASI all’entrata del Teatro del Verme, spiccicata come un verme, aspettando per entrare.
Non mi metto mai della mia volontà nella folla, magari alcuni di voi adorano pogare sotto palcoscenico, io no, adoro ballare, ma per scambiare saliva e sudore con qualcuno devo almeno scambiare dei nomi.
Ero stranamente tranquilla in questa folla, magari era la stanchezza? Da un po’ che non vedevo la folla così da vicino e adesso la osservavo con una certa curiosità.
La folla ha cominciato a muoversi, ondeggiare e sussurrare.
‘Aprite la porta!’ 
‘Prima quelli che si sono registrati’. Ha risposto la porta
‘Ci siamo registrati tutti!’ ha risposto la folla continuando ad ondeggiare.
Le singole voci nella folla contestavano nel frattempo la folla stessa. ‘E guardali, tutti questi con accento british e sciarpine da contestatori ma in realtà sono tutti cafoni’
‘Scusate ma io devo passare, sono giornalista’
‘Ma se mi spingete mi faccio del male pure all’altra gamba. Ho le stampelle’
E poi è arrivato il signore con l’invito stampato meglio del nostro e ha detto che doveva passare e noi gli abbiamo detto che era nella stessa nostra posizione a cui lui ha replicato che avremmo visto dove aveva il posto lui e dove noi.
Io pensavo che la gente come lui esiste solo nei racconti sui parlamentari. Pensavo anche che la gente come lui non passa ma è passato comunque. Vorrei avere la sua credibilità. E anche la sua stampante a colori.
Ci sono diversi tipi di folla, io distunguo due.
c’è la folla davanti al negozio di eletrodomestici o la folla davanti al teatro, come quella sera. è una specie di folla dove ognuno vuole qualcosa per se, nuovo ipod a metà prezzo, entrata libera e posto vicino al palco. In questo caso ogni componente della folla si aggrega al movimento per usare la forza comune e abbandonare l’aggregazione appena quella porta al solco. Questa folla è volgare, brutale e parla di uguaglianza.Perchè tutti ci siamo registrati e siamo uguali, perchè tutti abbiamo fatto le ore in coda. è tutta gente civile, mica si stanno battendo per i diritti civili,  ma cmq ci tiene alla giustizia. Attenzione, ti taglierà la gola se vuoi usurparti il posto che non è tuo.
c’è la folla davanti ai parlamenti,alle sedi dei governi. Anche questa folla è violenta, a volte volgare e spesso parla di uguaglianza, ma più spesso parla di una goccia che ha traboccato il vaso. Spesso questa folla sembra un’onda che non stava più nel mare e si è mossa violentemente, inevitabilmente fuori il suo posto.
Non ho visto personalmente il secondo tipo di folla, può darsi che lo lo idealizzo. La violenza è difficilmente giustificabile. Guardando le foto di queste folle ho capito:  quando hai niente da perdere cominci a lottare per tutto e proprio quando metti così in mostra la tua miseria e disperazione che acquisisci la dignità e consapevolezza che ti porta a riunirti alla folla. In queste folle, in queste foto ho visto sempre delle faccie stanche, sporche, determinate.
Come mai ci lamentiamo sempre di più e facciamo sempre e solo le folle si diradano prima del pranzo? come mai non ci vediamo come parte di un movimento ma ci comportiamo come un furbetto che deve arrivare all’entrata e poi chissene di quello che è stato schiacciato.
come mai io e te leggiamo questi qiornali che parlano di giustizia e di gente che viene gustiziata in altri paesi. e poi ci svegliamo dal sogno del mondo parallelo che era tanto simile a quello vero.
come mai facciamo una volta all’anno i regali ecquosolidali e sottoscriviamo gli appelli free tibet
come mai dopo aver lasciato la fila per acquisto di elettrodoestici scontati non sappiamo abbandonare le nostre prese. Di posizione. Di ferro.
come mai abbiamo ancora qualcosa da perdere? cosa ci da questa falsa sensazione?
non ho le risposte ma sempre più spesso mi sveglio pensando che vorrei far parte della folla, quella che poi guarderete voi.
p.s.il titolo è il testo della canzone ‘Lilac wine’ e per me l’ha sempre cantata Nina Simone. Se qualcuno sostiene qualcos’altro può parlarne con me.

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