poesia. e musica

Tutto comincia un pomeriggio poco poetico in un ufficio.

Persone: Simona, Diego, Hanna (sono io)

Diego (entra con cartucccia che deve cambiare): Vi ho portato cartuccia che devo cambiare.

Hanna: mi hai spaventato. Con questa cartuccia.

Frank comincia a cantare una canzone. In frattempo cambia la cartuccia.

Simona cominicia a cantare con Frank. Hanna pensa cosa succederà se  Simona e Frank comincieranno a baciarsi e come uscire prima. Con stile, ovviamente.

Diego: questa canzone ha 30 anni

Simona: e lui la canta da 30 anni

Diego (a Hanna): Battisti lo conosci?

Hanna: Si, ma non troppo bene.

Seguono le spiegazioni sulla carriera di Battisti e indicazioni di Diego sulle canzioni da ascoltare, che finiscono con un suggerimento

Diego: scaricati la discografia di Battisti. Perchè capisci che Mogol è un bravissimo paroliere. Oggi non c’è questa poesia in canzoni. La nostra generazione ha la capacità di giudicare bene sia la musica dagli anni sessanta (che è il periodo migliore in assoluto) che quella di oggi. E ti dico che i miei figli aprezzano la nostra musica, ma alle canzoni di oggi manca la poesia.

Segue la discussione.

Fine.

Adesso ascolto Battisti e mi chiedo: veramente non c’è più poesia in noi? Non sappiamo raccontare le storie? Le storie sono cambiate come sono cambiati i tempi? Viviamo le emozioni in modo diverso?

Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho

Con la poesia ho avuto sempre un rapporto stretto e molto speciale. Scrivevo, ero il modo più intimo, sincero per esprimermi. Poi ho smesso. Non so perchè ma ormai lo trovo difficile scrivere una poesia ed è una sensazione strana, come se zoppicassi mentre prima correvo.

Zoppicchiamo pure noi? per quello che le parole e concetti di canzoni scritti da parolieri di una volta non appartengono più a noi, la nostra espressività. Dire che ti amo da morire è bello. Ed è pure clichè. Dire che per vorrei morire ed io morir non soè amore, vulnerabilità, impotenza. Rendersi nudi e ridicoli. Essere sinceri.

Dopo anni (achh vecchiaia) di giocare con le parole trovo ancora commuovente la sincerità delle emozioni e sensibilità per i dettagli che trovo nei testi.

Sarò ottimista ma non credo che in uno o altro modo riusciremo a farci capire e farci scoprire.

Perché quel brivido prima di dire tutta la verità, sia amore che amicizia è incomparabile. Magari solo con calore che arriva subito dopo.

P.S. ovviamente il frammento della canzione è ‘Pensieri e parole’ di Battisti.

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